contributo di Maria Pia Tucci
«Siamo ottimisti e, per questo, auguriamo a tutti e tutte un buon domani!»
È questo il saluto che chiude i concerti di Nino Quaranta. Contadino, musico e teatrante.
«Sono un Cantautore-Contadino», ama rispondere alla domanda: «Come ti definiresti?»
In tasca una laurea in Lettere moderne conseguita alla Statale di Milano, dove ha trascorso vent’anni della sua vita per poi tornare «nel verde anfiteatro naturale della Piana».
Nel corso degli anni ha frequentato e fondato moltissime realtà nazionali e internazionali, operanti per l’affermazione del Bene Comune e della Giustizia Sociale, per tutte, l’Associazione Rurale Italiana (ARI) di cui è rappresentante per la Calabria e componente del Coordinamento Europeo della Via Campesina (ECVC). Dal post pandemia nasce “Della Terra Contadinanza Necessaria ETS (dellaterra.it).
Perché «della terra?»
«Il nome è rappresentativo dell’idea fondante ovvero, la valorizzazione dell’Agro-Ecologia anche nel nostro territorio e, attraverso pratiche di Agricoltura Sostenibile ma non solo, l’affermazione della Giustizia Sociale».
Di pari passo alla sua vita contadina cammina la musica. Entrambe diventano il messaggio dell’impegno sociale. Ma c’è uno spartiacque.
«Il vero spartiacque, non è stato l’andata e il ritorno da Milano. Ma il corto circuito violento rappresentato dalla cosiddetta rivolta di Rosarno del 2010. Da questo episodio doloroso, nasce in molte persone, tra cui me stesso, l’esigenza di mettere insieme “i deboli con i deboli” e fronteggiare in qualche modo il degrado socioculturale, già in atto ma, che s’era espanso prepotentemente anche nella nostra terra di Calabria».
C’è una canzone che diventa anche il simbolo di questo messaggio?
«Sì. La zappa e la sciàbula. Una delle canzoni che amo di più, soprattutto, quando la interpreto dal vivo; l’idea più importante legata a questa mia affermazione sta nel fatto che il Poeta Pasquale Creazzo nato e vissuto a Cinquefrondi tra il 1875 e il 1963, aveva già nel 1912, anno in cui l’Italia invadeva la Libia, ripudiare la guerra e tutte le atrocità ad essa connesse».
Dalle Poesie di Pasquale Creazzo è nato, nel 2008 “Memoria”, un intero album autoprodotto a Cittanova con un finanziamento del Comune di Cinquefrondi e della provincia di Reggio Calabria.
«È stata quasi inevitabile la scelta di mettere in musica 13 poesie di Pasquale Creazzo. Un grande poeta dialettale della nostra terra che, animato da passione politica e senso civico. La sua poetica dipinge molto bene la società della prima metà del Novecento, nella Piana di Gioia Tauro nei suoi tratti più essenziali: l’estrema povertà e l’ignoranza di gran parte del popolo, costretto a vivere in uno stato di semischiavitù, l’arroganza dei pochi signorotti proprietari terrieri e, una straordinaria descrizione bucolica e paesaggistica che induce alla nostalgia. Il tutto accompagnato dalla musicalità del dialetto che, essendo la vera lingua madre, riesce a rendere pubblica la denuncia per le ingiustizie e le umiliazioni patite dai più?
Messaggio attuale e quanto mai urgente.
La zzappa e la sciàbula
dall’omonima Poesia di Pasquale Creazzo Adattamento musicale e interpretazione di Nino Quaranta
Migliaia di giovani, anche dei nostri territori, andavano ad ammazzare e a farsi ammazzare del tutto ignari che quell’immane violenza, scatenata, come sempre, dai poteri forti, riguardasse esclusivamente il Popolo che in tempi di pace invece, riesce a vivere benissimo in sintonia con la Natura ed i suoi Simili. Ma, come sappiamo, il potere ti crea un nemico da combattere e tu, di punto in bianco, devi calarti nella parte snaturata di vittima o assassino! Da qui, questo intenso dialogo tra due strumenti: l’una, la zappa, creatrice di lavoro e di pane; l’altra, la sciabola, portatrice di morte.
Dall’album Memoria (Nino Quaranta, Cittanova, primavera 2008): dedicato alle poesie dialettali del poeta Pasquale Creazzo (Cinquefrondi, 1875 – 1963) quella che, personalmente, considero una delle più belle e significative. È il dialogo tra la creatività, che fa fiorire i frutti della terra, attraverso il lavoro: la zappa; e la distruzione, la morte, rappresentata dalla sciabola. Credo che, a pieno titolo, possa essere annoverata tra le più belle poesie contro ogni violenza e ogni guerra. Qui viene interpretata in versione acustica da Nino Quaranta, autore delle musiche, con Maniera d’Autore.








