Contributo a cura di: Vincenzo Pezzi, Lucia Zavaglia, Lucia Francesca Vuono
Università della Calabria–Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione
Le vinacce, un sottoprodotto della lavorazione del vino, potrebbero diventare una risorsa preziosa per la salute della pelle. È il risultato di uno studio condotto dal Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione dell’Università della Calabria, all’interno del Laboratorio di Biologia Cellulare e Applicata guidato dal professor Vincenzo Pezzi.
Le attività sono state realizzate nell’ambito del Progetto “La Vigna del Padre”, progetto di ricerca e sperimentazione finanziato dal GAL Area Grecanica nell’ambito del PAL Area Grecanica 2014 – 2020 con le risorse del PSR Calabria 2014-2020.
La ricerca, che è stata condotta dalla Dott.ssa Lucia Zavaglia e dalla Dott.ssa Lucia Francesca Vuono, si è concentrata sulla caratterizzazione delle vinacce di uve di nerello calabrese, ottenute dalla lavorazione per la produzione dei vini rossi e rosati, fornite dalla Cooperativa Agricola Terre Grecaniche, con sede a Palizzi, nel cuore della Calabria Grecanica.
Le vinacce si sono rivelate ricche di polifenoli, con marcate proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. In particolare, l’estratto ottenuto dalla vinaccia delle uve per la produzione dei vini rosati ha dimostrato un’elevata capacità di ridurre le specie reattive dell’ossigeno, i famosi radicali liberi, noti per il loro ruolo nei processi di invecchiamento e infiammazione cutanea. La pelle, essendo la barriera più esterna del nostro corpo, è costantemente esposta a questi agenti, sia per effetto dell’irraggiamento solare sia a causa dell’inquinamento atmosferico.
Le attività di ricerca e sperimentazione realizzate hanno permesso di dimostrare che l’estratto ottenuto dalla vinaccia delle uve per la produzione dei vini rosati è in grado di ridurre i processi infiammatori e la formazione di nuovi vasi sanguigni (neoangiogenesi), un fenomeno spesso associato al peggioramento delle condizioni infiammatorie.
Le attività di sperimentazione hanno portato alla realizzazione di un prototipo di crema ad uso topico contenente i derivati degli estratti delle vinacce delle uve per la produzione dei vini rosati. I primi test in vitro hanno evidenziato la sicurezza del composto, aprendo la strada a possibili applicazioni nel trattamento di patologie cutanee infiammatorie.
Sulla base degli interessanti risultati ottenuti, è stato elaborato un business plan per la promozione e la creazione di una startup innovativa in grado di valorizzare i risultati delle attività di ricerca e sperimentazione. Attualmente è in corso la diffusione dei risultati del Progetto presso altre cantine calabresi interessate, nell’ottica di una valorizzazione comune degli scarti della filiera vitivinicola.
Un esempio concreto di economia circolare che unisce ricerca e innovazione a territorio e sostenibilità, e che potrebbe realmente trasformare un prodotto di scarto in una nuova risorsa e fonte di reddito.








